A due Penne ... Rosso con il pesce?
di Daniela Valenti
Quindi cominciamo.
Il nebbiolo.
Innamorati di un’azienda vitivinicola della Valtellina, AR. PE. PE.,
che stiamo tampinando da mesi per riuscire a visitare la loro splendida
cantina in fase di ristrutturazione, li incontriamo, o meglio li andiamo
appositamente a cercare al Vinitaly.
Caso vuole , fortuna delle fortune!, che proprio nella mia zona un
fornitore si sia messo in contatto con un’enoteca … ci passo a breve
giro. Hanno un’acquirente certa!
E poi?
Poi gli spedisco l’ennesima mail, per ringraziarli, per salutarli.
Persone di estrema carineria e cortesia. Loro gentilmente ci informano
di questa degustazione, con i loro vini, che si terrà a bologna. Mi
lasciano gli estremi del luogo ove avverrà l’evento – Pane e Panelle
– ed il contatto a cui poter fare riferimento. Tempo di finire di
leggere e ovvio chiamo subito. Vuoi mai che abbiano già esaurito tutti
i posti??? No. Ok, allora ci siamo anche noi! Mi può indicare la strada?
Non sono di bologna …
Non sono di bologna, ma sembra semplicissimo arrivarci. Che bello!
Non vedo l’ora.
Oh che carino questo posto. Proprio vicinissimo al centro, appena
oltre porta san vitale.
Ci sediamo in un cortiletto interno sotto il cielo ancora azzurro
e piacevolmente caldo di una serata di fine primavera.
Il menù della serata. Oh mama! Pesce???
Sì. Pesce e nebbiolo ! ! !
Io rimango un po’ interdetta, mentre il mio socio ha già “provato”
questo abbinamento.
Entrambi siamo incuriositi. Nell’attesa si gustano stuzzichini emiliani
di fritturine sempre ben gradite.
E si inizia la degustazione. Ho con me il mio quadernino degli appunti,
ma preferisco utilizzare la tovaglietta monouso, un foglio di carta
gialla assorbente, hanno avuto la mia stessa idea utilizzata per una
degu a casa mia!, tutta infrittellata di unto. Ma rimane nel ricordo
di tutto … Ci presenta i vini Matteo, l’agente. Un ragazzo simpatico
che tavolo per tavolo elargisce le informazioni generali e particolari,
a richiesta.
Rosso Valtellina doc 2006
Questo è il loro vino base. Base???? Chiamalo base sta meraviglia
qui!!??!!
E’ davvero bellissimo.
C’è una ciliegia prorompente ed una freschezza acidula
desiderante. E ha quel bellissimo colore di nebbiolo, che è
già elegante! Come una signora chic!
Amaricante … inizio a comprendere questo termine: amaricante.
E’ piacevolissimo anche se può ancora crescere.
Il nebbiolo di Valtellina è profondamente diverso dal nebbiolo
di Barolo. La diversa mineralità?
In abbinamento: il profumo è bellissimo ed invitante. Nell’assaggio si percepisce un po’ troppo quella nota amara, ma non è fastidiosa e non sovrasta il piatto! Anzi rimane una persistente piacevolezza di pesce in bocca-
Buono.
2) Grumello DOCG 2004 “Rocca del Piro”
Oh Dio mama!
Ha un profumo delicatissimo. Quasi nascosto.
E’ timido. Non me lo aspettavo. Mi ero già preparata
alla prorompenza.
… è una signora dell’’8oo con l’ombrellino
per ripararsi dal sole e mantenere così la pelle candida.
L’assaggio … ed è fantastico! Sto per riappoggiare
il bicchiere ma non posso!
Lo riannuso. Lo riamo. Lo rileggo. E’ splendido!
In abbinamento: è perfetto!
Il vino perde addirittura la sua nota amaricante esaltando gli aromi,
in particolare dello sgombro affumicato.
Da segnalare la TEMPERATURA DI SERVIZIO, chiediamo se è una
scelta ragionata.
Sì, ci spiega Matteo che è indicazione di Isabella servirlo
a questa temperatura per esaltarne tutte le particolarità.
Mi ha stupita molto tutta la preparazione, davvero deliziosa ed armonica.
E questo vino è davvero molto buono. Estremamente elegante
e piacevolissimo da bere
3) Sassella DOC Riserva “Rocce Rosse” 1997
Il nebbiolo è di un’eleganza davvero unica.
Mi stupisce che mi stupisca ogni volta. E per ogni volta non intendo ogni giorno che mi capita di berne, ma proprio ogni volta che sfiora il mio naso, le mie labbra, il mio pensiero.
Di diverso dal precedente ha la gamma dei profumi, questi più
selvatici e selvaggi, seppur comunque delicati.
Ed il desiderio che provoca alla bevitura!!
L’asprezza del gusto non ne limita il desiderio.
Cosa significa bevitura? È la lettura del tatto gustativo
…
È strano questo vino. Ti provoca. A farsi bere.
In abbinamento: il piatto è molto
bello, molto davvero! Questo bianco centrale circondato di rosso e
questi 2 peperoncini verdi sono davvero cromaticamente invitanti.
Non trovo però l’abbinamento perfetto come il precedente
piatto.
Il vino è buono ed il piatto pure, ma nell’abbinamento
trovo qualche lieve stonatura. Sarà quell’asprezza del
vino che, se anche nel profumo può sembrare andar bene, in
bocca si acidifica e ne perde l’armonicità dell’insieme.
Vino molto elegante.
di Marco Dell'Eugenio
"... Servire a 15° in abbinamento a piatti di pesce strutturati ..."
Non ho la bottiglia sottomano, però mi sembra che la controetichetta del Rocce Rosse di AR.PE.PE. reciti proprio qualcosa del genere.
Proviamolo, quindi, questo Nebbiolo con il pesce.
L'occasione ci è fornita dagli amici di Gustonudo, che hanno organizzato una piacevole serata con tre vini di AR.PE.PE in abbinamento ad altrettanti piatti di pesce presso Pane e Panelle, un bel locale nel centro di Bologna.
Rosso Valtellina D.O.C. 2006 - Nebbiolo (Chiavennasca) 100%
in abbinamento a Cocotte di pesce alle spezie.
Veste cromatica da stereotipo del Nebbiolo, questo vino: rosso granato a trama non molto fitta con riflessi aranciati. Buona la consistenza.
Naso piuttosto complesso, con fiore di viola in evidenza insieme a ciliegia, note di sottobosco umido e spezie dolci.
Convincente l'impatto in bocca dove, immediatamente, si manifesta equilibrato; di piacevole freschezza e con tannino nobile. Buona corrispondenza gusto-olfattiva.
Lungo e fresco il finale.
Il piatto consiste di un guazzetto in bianco di pesce con evidenti sensazioni speziate. La struttura del vino sovrasta un po' e questo me l'aspettavo; ma l'austerità del Nebbiolo rende il vino non "devastante" nei confronti del piatto. In particolare, la dolcezza del frutto ben si contrappone alla sapidità del piatto e l'amaricante finale è un vero toccasana dissetante.
Complessivamente, il ristretto di brodo di pesce che costituisce il guazzetto compete bene con questo Nebbiolo.
Valtellina Superiore Grumello D.O.C.G. 2004 Rocca de Piro - Nebbiolo (Chiavennasca) 100%
in abbinamento a Bigoli con pesto di pistacchio e piccola tartara di sgombro leggermente affumicato.
Splendido colore granato con unghia aranciata.
Naso complesso con un bel floreale dove si distingue la rosa appassita amalgamata a ciliegia, corteccia, sottobosco e noce moscata.
Piacevolmente fresco in bocca con una bella nota amaricante di rabarbaro. Tannino fitto e nobile. Buona corrispondenza gusto-olfattiva e veramente un buon equilibrio.
Finale lungo, fresco con il ritorno della nota di rabarbaro.
In abbinamento viene servito ad una temperatura piuttosto fresca, ma l'azzardo si rivela vincente. La struttura, complessivamente, sovrasta il piatto, ma la bocca rimane piacevolmente pulita ad ogni sorso. L'aver abbassato un po' la temperatura di servizio dà al vino la forza necessaria per pulire la grassezza della pasta (che è servita con uovo crudo, come si fa nella carbonara). Intrigante l'affumicato dello sgombro, quasi che al corredo aromatico del vino mancasse proprio quella nota per essere completo.
Valtellina Superiore Sassella D.O.C.G. Rocce Rosse Riserva 1997 - Nebbiolo (Chiavennasca) 100%
In abbinamento a Baccalà in teglia.
Colore granato a trama piuttosto fitta con riflessi aranciati.
Naso veramente intrigante composto di pennellate di viola, marasca, china, liquirizia, corteccia di pino, umido di bosco e leggero pellame. Bouquet veramente complesso e bilanciato nelle sue sensazioni.
Avvolgente in bocca; piacevolissima l'acidità; molto evidente una nota di china. Di buon equilibrio e corrispondenza gusto-olfattiva. Splendido tannino. Elegante … eh sì, qui l'aggettivo "elegante" lo possiamo proprio spendere.
Finale molto lungo, fresco e amaricante di rabarbaro.
Buono l'abbinamento con la succulenza e la sapidità del piatto. Il Baccalà in teglia è servito con un sughetto dove cappero e peperone competono bene sul finale con il vino. Di nuovo, l'idea di abbassare un po' la temperatura di servizio rafforza la nota amaricante che dona al vino la necessaria forza dissetante.
C'è da rilevare, però, che un rapido assaggio del piatto con quanto rimasto nel bicchiere del precedente Rocca de Piro risulta un po' più convincente, data la maggiore delicatezza di questo rispetto al Rocce Rosse.
In conclusione: rosso con il pesce? Perché no, se si riescono a combinare i rispettivi corredi aromatici e a mantenere un certo equilibrio. Del resto la tradizione stessa ci ha tramandato alcuni di questi abbinamenti; ma ne riparleremo quando avrò la possibilità di gustare un caciucco vero (uno di quelli con il sughetto fatto con i pesci con le lische, frullati e ristretto, servito su fette di pane abbrustolito con l'aglio …)

